Solidarietà e interventi
Missioni umanitarie
in emergenza
Ogni volta che l’Italia è stata colpita — un terremoto, un’alluvione, una catastrofe — i volontari di AVIS Sale hanno risposto. Non solo con le donazioni di sangue: con la presenza fisica, con il lavoro, con la solidarietà di chi parte senza sapere cosa troverà.
50+
Anni di interventi
6
Calamità nazionali
1976
Prima missione — Friuli
2004
Benemerenza Protezione Civile
La storia
Il volontariato che va oltre il sangue
AVIS nasce per raccogliere sangue. Ma i volontari di Sale hanno sempre saputo che la solidarietà non si esaurisce in una sacca. Fin dal 1976, quando il terremoto devastò il Friuli, la sezione dimostrò che il proprio impegno civico andava oltre la sala prelievi: fu promossa una raccolta fondi che raccolse 771.000 lire a sostegno delle popolazioni colpite — una somma significativa per l’epoca, frutto della generosità dell’intera comunità.
Nel corso degli anni Novanta il legame con la Protezione Civile si fece strutturale. L’alluvione dello Scrivia del 1993 avviò una collaborazione che si sarebbe consolidata rapidamente: le esercitazioni “Fiumi Sicuri” del 1996 e del 1997 videro i volontari avisini al fianco delle altre realtà del territorio nella gestione del rischio idrogeologico. L’anno 1994 fu però quello che lasciò il segno più profondo: l’alluvione del 6 novembre colpì duramente i paesi del comprensorio, e i collaboratori della sezione si mobilitarono immediatamente per aiutare le famiglie travolte dall’emergenza.
Il 7 novembre 2004, ad Alessandria, i volontari che avevano operato durante l’alluvione del 1994 ricevettero il Diploma di Benemerenza della Protezione Civile con medaglia. Alla cerimonia erano presenti il Presidente della Regione Piemonte e il Capo della Protezione Civile Nazionale, insieme a oltre 1.500 volontari. Un riconoscimento formale per un impegno che non aveva mai cercato riconoscimenti.
Negli anni Duemila il raggio delle missioni si allargò all’Italia intera. Nel 2001, durante le alluvioni autunnali dello Scrivia, i volontari allestirono centri di accoglienza per gli sfollati — prima nelle scuole elementari, poi nella SOMS. Nel 2012 arrivarono gli attestati di partecipazione rilasciati dalla Presidenza del Consiglio per i volontari che si erano recati in Abruzzo in occasione del sisma del 2009: un riconoscimento atteso tre anni, ma non per questo meno sentito.
Le missioni
Terremoto Friuli
1976 · raccolta fondi
Terremoto Umbria e Marche
1997 · raccolta fondi
Alluvione locale
1994 · intervento diretto
Terremoto Abruzzo
2009 · volontari in campo
Alluvione Emilia-Romagna
2012 · in attesa di chiamata
Terremoto Norcia
2016 · due turni, inverno
La missione più lunga
Norcia, inverno 2016
Agosto 2016: un forte terremoto devasta il centro Italia. AVIS Sale parte in due turni, l’ultimo in pieno inverno. Quello che segue è il racconto diretto di chi c’era.
Agosto 2016 · Primo turno
Partono gli uomini
Quando il terremoto colpì Norcia e parte dell’Italia centrale nell’estate del 2016, la sezione non esitò. Un primo gruppo di volontari partì immediatamente per raggiungere la zona colpita e supportare i soccorsi. Edoardo Tavani, Andrea Notarini e Franco Arzani furono tra i protagonisti di questa prima missione, assegnata alla frazione di Savelli, a pochi chilometri da Norcia, dove era posizionata la colonna mobile della Regione Piemonte.
28 dic 2016 – 4 gen 2017 · Secondo turno
Poi parte Barbara, da sola, in inverno
Dopo il primo turno maschile, toccò alle donne. Con una certa ironia interna si annotò che si trattò di una coincidenza, non di una pianificazione — in realtà fu una sola persona a partire: Barbara Delmastro, segretaria organizzativa della sezione. Sette ore di viaggio, un pacco di vestiario donato dal signor Paolo Isabello di Sale, e la colonna mobile piemontese a Savelli. L’inverno umbro è freddo, la popolazione stremata, ma i sorrisi sinceri compensano tutto.
Le parole di Barbara Delmastro
“
Posso dire di essere grata all’AVIS per aver vissuto questa esperienza di vita e per essere tornata a casa con la consapevolezza di aver dato qualcosa di prezioso a qualcuno in difficoltà, ma al tempo stesso di aver ricevuto ancora di più: sorrisi sinceri di gratitudine, inizi di rapporti di amicizia che difficilmente svaniranno nel tempo una volta tornati a casa, occasioni per valutare quello che è veramente importante e a quanto siamo fortunati e non lo sappiamo.
E tutto questo, per me, ha un valore inestimabile.
Barbara Delmastro — Segretaria organizzativa, AVIS Sale · Norcia, gennaio 2017
Cosa si trova ad aspettarti
Norcia in inverno: edifici distrutti, cumuli di macerie, un gran via vai di divise — Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia, ANPAS, Croce Rossa, Militari. Il primo giorno si è un po’ spaesati: non si sa bene cosa fare, eppure la gente del posto saluta con una naturalezza tale da sembrare di conoscersi da sempre. Il freddo penetra nelle ossa, ma è nulla rispetto a ciò che quella popolazione avrebbe dovuto sopportare per mesi. C’è chi ha già subito quattro terremoti dal 1979, chi è stanco di ricostruire ma non vuole arrendersi, chi ha paura di essere abbandonato.
Le Clarisse e il Vescovo di Tortona
Tra gli incontri più inattesi della missione, quello con le Clarisse di Norcia — le suore di clausura diventate volto simbolo del dramma umbro nei telegiornali. Al ritorno, il presidente Franco Arzani chiese udienza al Vescovo di Tortona, Monsignor Vittorio Viola, per portargli i saluti delle religiose. L’incontro, inizialmente sorprendente per il Vescovo, si trasformò in un momento di grande intensità spirituale. «Riconosco nel gesto dei volontari qualcosa che va ben oltre il semplice dovere civico», disse Monsignor Viola.
Archivio fotografico
Le foto delle missioni
I volontari AVIS Sale durante la missione a Norcia, inverno 2016–2017
Il campo base a Savelli, colonna mobile della Regione Piemonte
Udienza dal Vescovo di Tortona, Mons. Viola, gennaio 2017
L’intervento AVIS durante l’alluvione del novembre 1994
La cerimonia di consegna delle benemerenze della Protezione Civile, Alessandria 2004
Questi volontari donano anche il sangue. Puoi farlo anche tu.
Diventare donatore AVIS è un gesto semplice e concreto. Unisciti alla comunità di Sale.
